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 <title>storiafse.net - 1974</title>
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 <title>Genova 1, dalle origini al 2014</title>
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&lt;p&gt;• Settembre 1974 – Nascita del Riparto: Giovanna Garzini e madre Aluffi, religiosa dell’Istituto Sacro Cuore, aprono il riparto esploratori del Sacro Cuore, rifacendosi ai principi dello Scoutismo dell’Asci e dell’Agi, di cui madre Aluffi aveva fatto parte. Giovanna Garzini è Capo Riparto e Capo Gruppo fino al campo estivo del 1979; madre Aluffi, coadiuvata saltuariamente da Padre Luigi Klesbamer (agostiniano scalzo), fa da assistente e da aiuto-capo.&lt;br /&gt;
All’inizio dell’avventura degli scout al S. Cuore – nato dal forte desiderio di un gruppetto di ragazzi di seconda media sostenuti da Gianna Garzini – madre Aluffi contattò padre Ruggi d’Aragona a Roma, fondatore del Guidismo in Italia (1943 AGI), che era stato assistente dell’ex gruppo AGI di Madre Aluffi, per avere un consiglio riguardo all’opportunità di realizzare un’esperienza scout indipendente e di fare pronunciare le prime promesse. Padre Ruggi avvallò l’iniziativa, consigliando di fare pure le promesse agganciandosi alla fraternità scout internazionale di BP. In un secondo tempo, leggendo un discorso del Papa agli Scout d’Europa, Madre Aluffi consultò Padre Ruggi su questa nuova associazione: il padre indirizzò a Genova Sergio Sorgato, Padre Lagutaine e un altro Capo trevigiano (?) per un incontro di presentazione della FSE. Da lì nacque  la decisione di censirsi in FSE.&lt;br /&gt;
• 24 Giugno 1975 – Prime Promesse: Madre Aluffi fa pronunciare la Promessa a Giovanna Garzini. Lo stesso giorno la C.R. Giovanna Garzini consegna le prime promesse a Besaccia Enrico, Calvi Cristiano, Zaina Silvio, Giordani Alfonso.&lt;br /&gt;
• 16-26 Giugno 1975 primo campo estivo a Montechiaro Denice (Al): il campo si svolge in accantonamento in cascina. La mancanza di fondi, infatti, non permette di poter acquistare nessuna tenda, se non una piccola canadese per le capo. Con i soldi avanzati dal Campo vengono acquistate le tende per l’anno successivo. Tra i ragazzi del Riparto i più grandi sono Enrico Besaccia e Cristiano Calvi, quest’ultimo sarà Capo Gruppo dopo Gianna Garzini.&lt;br /&gt;
• 27 luglio-4 Agosto 1976 primo campo in tenda del Riparto: viene chiamato campo di Sherwood e si svolge a La Costa – Sarissola.&lt;br /&gt;
• 5 Dicembre 1977: il gruppo ha preso da un anno contatti con il gruppo degli Scouts d’Europa che è nato a Treviso (con Pezzato, Granziero, don Abramo Del Colle), ha fatto domanda per entrare nell’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici e riceve ora il riconoscimento ufficiale. La data di nascita che viene apposta sugli atti è 24.12.1977 con la dicitura “Gruppo Scout Genova 1° Sacro Cuore – Riparto San Giorgio”&lt;br /&gt;
• 1977 (?) Nascita del Clan “La Lanterna”. Gianna Garzini fa da Capo Clan per 2 anni. Prenderà il suo posto Cristiano Calvi. Diviene per lungo tempo assistente del Clan don Pino Pastorino.&lt;br /&gt;
• 1978 Pellegrinaggio Associativo a Lourdes: vi partecipa anche il Clan. È in questa occasione che il 13 Agosto avviene la consacrazione della Federazione a Maria.&lt;br /&gt;
• Aprile 1978 Nascita del Riparto Femminile. Madre Aluffi decide di aprire lei stessa il Riparto Guide “San Francesco”, iniziando l’avventura con la squadriglia Albatros. Il Primo Campo Guide si svolge dal 15-21 Giugno 1978 al Giovo in accantonamento (Campo della Legge). Diverrà presto Assistente don Luigi Berlingeri, che era stato Assistente nell’ASCI e che seguirà il settore femminile del Gruppo per lunghissimo tempo.&lt;br /&gt;
• 1979 Cambio di Capo Riparto Maschile: il nuovo Capo Riparto è Cristiano Calvi che però resterà in carica solo due anni: nel 1981 gli succede Alfonso Giordani.&lt;br /&gt;
• Maggio 1979 - Prime Promesse Guide: Stefania Bottasso, Maria Teresa Rilla, Cristina Ameri pronunciano la loro Promessa davanti alla C.R. Madre Aluffi. Cristina Ameri, tra le più grandi, diventerà Capo Fuoco qualche anno più tardi.&lt;br /&gt;
• Maggio 1980 – Vittoria al S.Giorgio: prima partecipazione del nostro Riparto ad un San Giorgio Regionale. Si va a Crespi d’Adda. L’esordio è subito vittoria con le Aquile (capo sq. Carlo Giordani) – L’anno dopo ad Arenzano il Riparto vince la “coppa stile” mentre nel 1982 si bissa con la Sq. Castori (capo sq. Elio Casazza)&lt;br /&gt;
• 1980 Nascita del Branco Arcobaleno. Stefano Petrella è Akela e Silvio Zaina Bagheera. Il nome del Branco si rifa al branco di Udine, dove Petrella e Ziana erano stati per un certo periodo per apprendere il metodo lupetti dal Branco di là guidato da Toni Covacic.&lt;br /&gt;
• 1981: Nascita del Fuoco “Mandorlo Fiorito”: prima capo Fuoco sarà Giovanna Garzini, che riceve le prime Guide cresciute nel Riparto di Madre Aluffi. A Gianna succederà presto Cristina Ameri, una delle Scolte più grandi del Fuoco.&lt;br /&gt;
• 1982-83 Avvicendamenti in gruppo: Cambio di Capo Gruppo: Gianna Garzini si trasferisce temporaneamente a Milano (1979) e lascia la conduzione del Gruppo a Cristiano Calvi, cui seguirà poi Alfonso Giordani. Garzini sarà in seguito incaricata Nazionale Branca Scolte. È in questo periodo che diviene assistente del Riparto Padre Giorgio. Padre Vittorio Lagutaine, invece, darà una collaborazione a sprazzi (si trova saltuariamente a Genova per trovare i parenti) e solo col suo trasferimento da Roma a Santa Maria di Castello a Genova negli anni ’90 diventerà assistente di gruppo. Prosegue la presenza di don Pino Pastorino in Clan. Cambio di Capo Riparto femminile: anche Madre Aluffi è costretta a lasciare il Riparto perché non stabile a Genova. Prende il suo posto una ex Capo dell’AGI che era stata contattata da don Luigi Berlingeri: Fioretta Dagnino, già madre di famiglia.&lt;br /&gt;
• 1982-83: la Direzione di Gruppo è formata da – verbale consiglio di gruppo del 5 febbraio 1983 – Glauco, Silvio Zaina, Stefano Petrella, Cristiano Calvi, Alfonso Giordani, Giovanni Parisi, Sig. Fioretta, Don Berlingeri, Cristina Ameri, Paolo Bottasso, Andrea Garzini, Giovanna Garzini (già trasferita a Milano). CAPI BREVETTATI: Giovanna Garzini e Cristiano Calvi.&lt;br /&gt;
Degli stessi anni è il Giornalino di Gruppo “La Route” – rivista di informazione metodologica scout. Dal n. 2 anno 3 (costo lire 400) la redazione risulta composta da: Elefante Buono (CC – Cristiano Calvi) Pinguino Equilibrato (Alfonso Giordani), Gallo Scopritore (Paolo Botasso), Lupo delle Notti (Silvio Zaina), Tasso Sapiente (Stefano Petrella), Rinoceronte Orgoglioso (Carlo Giordani) e Lontra Sorridente (Gianni Parisi), Pellicano titubante (Andrea Garzini), Cinghiale generoso (Corrado Scroglieri). Collaboratori: Napoleone (Gianna Garzini CG), Scoiattolo Indeciso (Elio Casazza), Cavallo Allegro (Paolo Mangini), Picchio Tenace (Stefano Donato), Marmotta impegnata (Stefano Poggi), Luigi Siringo e Luigi Juppa. Stampa a cura di Ferao (Enrico Mensi).&lt;br /&gt;
• 1985 Route nazionale a Fontenait: vi partecipa il Fuoco.&lt;br /&gt;
• 1985-86 Apertura di un nuovo branco a Nervi e di un nuovo Clan a Quarto: a seguito dell’espansione numerica dei Capi del Gruppo, Elio Casazza intraprende una nuova avventura aprendo un Branco di Lupetti presso gli Emiliani di Nervi. Fra Giorgio Maria Michero (comunemente noto come PG) apre invece, autonomamente, un nuovo Clan presso la curia delle Suore Capuccine in Via Rubatto a Quarto.&lt;br /&gt;
• 1986-87 Nascita della “Sezione Levante” del Gruppo: Padre Giorgio ed Elio fanno un accordo per unire le forze nella zona tra Quarto e Nervi e stendono ufficialmente un programma affinché i Capi del Genova 1 (Elio Casazza e Gianni Parisi in particolare) possano aiutare la realtà locale del levante genovese a decollare e successivamente a camminare con le proprie forze: nasce la sezione Levante del Gruppo che diverrà il Gruppo FSE Genova 2. Da un organigramma dell’anno scout 1987-88 la “Sezione Levante” risulta composta da: Elio Casazza (Capo Branco), Francesco Lagutaine e Maurizio Conti (Aiuti Capo Branco); Gianni Parisi (Capo Riparto), Gianluca Conti (Aiuto Capo Riparto); Giorgio Maria Michero (Capo Clan), Alberto Bozzano (Aiuto Capo Clan).  La Sede del Genova 2 resterà sparpagliata per alcuni anni per approdare nella parrocchia di  S.Maria degli Angeli, a Priaruggia (Genova Quarto).&lt;br /&gt;
• 1987 (?)  Nascita del Cerchio “Stella Nascente”: prima Capo Cerchio è Anna Bottasso che però rimane solo per tre anni. Nel 1990 il cerchio è costretto a chiudere. Gianna Garzini aprirà successivamente un Cerchio autonomo (con sede presso la sua abitazione di Via Ausonia) registrato come “Genova III”. A seguito di varie vicissitudini tale cerchio resterà aperto solo due anni. Il Cerchio del Genova 1 riapre con Simonetta Bottazzi nel 1992.&lt;br /&gt;
• 1987-90 Incarichi nella Pattuglia Regione/nazionale: insieme a Giovanna Garzini (incaricata nazionale branca Scolte per 4 anni fino al 1992) ricoprono incarichi Associativi anche Stefania Bottasso (incaricata regionale branca Guide) e Paolo Mangini (incaricato regionale branca Esploratori). Mons. Luigi Berlingeri diviene Assistente regionale branca Scolte e Padre Giorgio Maria Michero Assistente regionale branche Esploratori e Rover.  In anni successivi (1990-1992) svolgeranno incarichi in Regione anche Carlo Giordani (segretario regionale) e Francesca Fierro (Incaricata regionale branca Scolte).&lt;br /&gt;
 • 1990 Riapre il Branco Arcobaleno: per incomprensioni all’interno della Pattuglia di Branco il Branco ha chiuso per due anni. Nel 1990 grazie ad Elio Casazza (già Akela nel Genova 2) il Branco riparte.&lt;br /&gt;
• 1992 Avvicendamenti in Gruppo: termina l’era dei “fratelli Giordani” che ha segnato gli anni ‘80. Capo Gruppo diviene Elio Casazza, il quale si alternerà varie volte, negli anni successivi, con Elisabetta Farina. È in questi anni che si trasferisce definitivamente a Genova Padre Vittorio Lagutaine che diviene prima Assistente del Riparto Guide e successivamente anche Assistente del Riparto Esploratori e Assistente di Gruppo.&lt;br /&gt;
• 1995 Nascita del Riparto “Impeesa” a Santa Zita: Paolo Falco e altri capi del Genova 1, dopo alcuni tentativi andati a vuoto di una espansione del gruppo presso l’Apostolato Liturgico di Genova, vengono messi in contatto tramite Padre Giorgio (prossimo al trasferimento a Torrazza – IM) con  don Franco Pedemonte, parroco di Santa Zita e inizia una nuova avventura (si veda qui la storia del Genova 3). A seguito di una crescente domanda di iscrizioni da parte delle ragazze a Santa Zita contro, invece, una diminuzione al Sacro Cuore, nel corso degli anni successivi la sezione femminile si trasferisce al Gruppo FSE Genova 3.&lt;br /&gt;
• 1995 Ventennale del Genova 1: in occasione dei 20 anni dal primo campo, i campi estivi di tutte le unità si svolgono nell’arco di due settimane a Ranzano, Valle dei Cavalieri (provincia di Parma). Vi partecipa anche l’appena nato Riparto Impeesa del Genova 3. Lo stesso anno viene organizzato una rappresentazione teatrale che coinvolge tutte le unità e che si tiene nella sala Carignano di Genova.&lt;br /&gt;
• 2006-09 Incarichi nella Pattuglia Regionale Nord-Ovest: Paolo Semino svolge già da alcuni anni il ruolo di Segretario Regionale, Federico Serra viene nominato Incaricato Regionale Branca Lupetti (Akela di regione) per un mandato di tre anni.&lt;br /&gt;
• 2010 Festa dei 90 anni del Sacro Cuore ed inaugurazione delle nuovi sedi: durante il suo doppio mandato di Capo Gruppo (terminato nel 2012), Federico Serra fa interamente ristrutturare le sedi prima del Branco e poi del Riparto. Quest’ultima viene ampliata anche con un soppalco e in occasione della festa per i 90 anni dell’Istituto Sacro Cuore (13 marzo 2010) si ha l’inaugurazione con anche la benedizione della statua di San Giorgio posta all’entrata della sede di Riparto.&lt;br /&gt;
Il gruppo è dedicato al Sacro Cuore (nostro ente promotore).&lt;br /&gt;
•2014 Quarantennale del Genova 1 e nuova sede distaccata del Righi:  a seguito della progressiva cessazione dell’attività scolastica presso l’Istituto Sacro Cuore e sorti nebulose che gravano sull’Istituto stesso, Padre Carlo Moro, parroco di San Nicola, offre al Gruppo alcuni locali limitrofi alla Chiesa del Righi. Il Branco Arcobaleno si trasferisce così all’inizio dell’anno del quarantennale presso le nuove sedi, mentre il Riparto San Giorgio continua ancora a usufruire delle storiche sedi dell’Istituto.&lt;br /&gt;
Capo Gruppo Andrea Bisso&lt;br /&gt;
Vice Capo Gruppo Andrea Macco&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Sat, 27 Jun 2015 08:48:22 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Paolo Semino</dc:creator>
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 <title>Scavando nel cassetto del comodino...</title>
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&lt;!--break--&gt;&lt;p&gt;
Così per trovare ispirazione ieri sera ho scavato nei cassetti del comodino, dove tengo le cose che considero importanti. Ho rintracciato la tessera AIEIC (n. 17), con la data della promessa  (ricordo che l’ultima prova consisteva nel cuocere un uovo in un fuoco a legna: eravamo sul Monte S.Elia e  Federico Crescenzi, che pure prese la promessa, tentò la ricetta dei trapper ma la pietra era troppo poco rovente e un po’ inclinata… . Che emozioni ragazzi)...&lt;/p&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;p&gt; Ho trovato anche la tessera FSE (n. 208), con tutte le altre tappe: una delle cose che più rimane dello scoutismo è la progressione, la crescita verso il miglioramento graduale di se, un passo dopo l’altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E infine ho trovato – incredibile! - un foglio assai vissuto dove avevo annotato man mano tutti i miei “eventi”: dalla prima riunione il 15 marzo 1976 al Campo Mobile in Cilento in aiuto a Fabrizio Vavuso nell’agosto del ’90: 3 vacanze di branco come aiuto, 9 campi esploratori, 10 campi Rover. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primo campo scout in Val Fiumata (che piogge! Ma che posto straordinario) in cui fui nominato Capo della squadriglia Cormorani (Giancarlo Perugini se ne era andato. Prima ero Vice dei Giaguari), il primo censimento nella FSE, il campo invernale a Siena (ricordo che la mia Squadriglia allora aveva una tavolo al quale erano state segate le gambe, due panche e naturalmente degli scout in gamba: Lucio Muzzarelli era il mio fedele vice, poi Flavio D’Antoni, Paolo Pegolo, Giovanni Masiello, Marco Solaini, Mario Scarioni…Ci eravamo preparati sulla storia e i monumenti della città. Il campo a Siena era tutto un po’ “borghese” rispetto a quello cui eravamo abituati…). &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E il campo estivo a Lecceto con Luigi Lodone e Mario Di Martino, con l’hike insieme agli altri due capi sq. Attilio Barsotti e Claudio Rossi, dormendo in un fienile (da cui sono precipitato mentre dormivo… senza svegliarmi).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avevo annotato il trauma dell’ottobre 77, quando i mie “pari” Attilio e Claudio (mi sembra che le sq. fossero ancora tre allora) e molti altri lasciarono la FSE: che tristezza. Nonostante avessi solo 15 anni venni passato al noviziato Rover e divenni aiuto Capo riparto (Capo: Francesco Bianchi Cagliesi, detto Checco). Per diventare Capo a mia volta non molto dopo a 17 anni e 8 mesi…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mio primo indimenticabile campo estivo da Capo nel luglio ‘80, in Val d’Arano, con Don Giuseppe De Filippi, Lucio come Vice e i Capi Sq. Luca Galani (Aquile), Lorenzo Giordani (Delfini o Condor?), Renato Ori (Giaguari), Fabrizio Vavuso (Pantere), e il nuovissimo tendone di Gruppo volato via e distrutto durante una bufera…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il campo di Clan da Olbia a Cagliari in bici nel settembre ’81 una delle esperienze più belle che ricordi (sempre con Fabrizio, Renato e Luca).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il campo estivo negli sprofondi di Cappadocia (l’ubriacatura di Roberto…), il mio ultimo bel campo da Capo Riparto a Pizzone, con Capi Sq. Marco Fioretti, Corrado Giordani, Paolo Pegolo, Paolo Serventi e i tentativi di immortalare l’orso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I campi scuola, la “partenza” a Porto (ott.81), la decisione (quanto meditata!) di lasciare il Riparto per accompagnare come Capo Clan i ragazzi appena saliti (Scifelli Ott. ’82). E il bellissimo campo mobile a Cortina con i Maestri dei Novizi Marcello Levaggi e Fabrizio Vavuso (ricordo tra gli altri Fabio Proietti, Fabrizio de Simone…), la nomina a capo brevettato a Carpineto (OTT. 85): che emozione, che responsabilità!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il campo mobile in Val d’Aosta, con Marco Fioretti che dalla Capanna Gnifetti a 3.200 metri mi convinse a lasciarlo scalare il Monte Rosa in cordata con un alpinista… (agosto ’86).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E purtroppo anche un ricordo triste, quando ci lasciò il caro Andrea Coldel (estate ’89), mio rover; pochi giorni prima del campo mobile (in Friuli) era venuto a portarmi la quota, felice di poter partecipare anche lui. Decidemmo di partire ugualmente, Andrea era sempre nei nostri discorsi e nei nostri cuori: mettemmo anche una targa su un monte di cui ora non ricordo il nome, cantando una canzone tristissima ma bellissima che Fabrizio aveva imparato in un campo scuola… per queste occasioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non v’è dubbio che il ricordo più antico che ho degli scout in genere è che… non avevo mai desiderato far parte di essi! Quelle volte in cui avevo incontrato degli scout mai e poi mai avevo pensato “Voglio essere come loro”, anzi! Se la storia è andata diversamente è perché, grazie ad una trappola tesami da mia madre (che diventò pochi mesi dopo Lella), mi sono  affacciato (senza alcuna intenzione seria) ad una “riunione parrocchiale” di ragazzi. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un ragazzo con i capelli rossi mi venne incontro e mi accolse con molto calore, presentandomi al gruppo e facendomi sentire (abbastanza) a mio agio. Quella riunione era di scout, che si riunivano ancora nel salone parrocchiale (credo che parroco fosse ancora Don Vittorio). Il ragazzo era Marco Noto, incarnazione – a volte un po’ eccessiva – dello spirito scout, e colonna del “riparto” in quel periodo. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era una riunione organizzativa e si parlava con allegria dell’uscita con pernottamento sulla neve che si sarebbe tenuta sabato stesso (15 marzo 1976)  a Filettino. Il parlare di sacco a pelo, borraccia, torcia elettrica, fiammiferi e corriere – insomma di avventura! - stimolò immediatamente la mia attenzione di adolescente affascinato dall’ambiente naturale e dalla vita all’aperto. E se per un attimo avevo pensato “Ma come cavolo sono finito qui?” subito dopo già pensavo a come organizzarmi in così pochi giorni. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo, dopo essere stato citato decine di volte da tutti i presenti, era entrato lui, Gigi, il “Capo Riparto”. Che - sorpresa! - conoscevo (di vista) perché abitava due piani sopra di me. La simpatia e il calore umano di Gigi (Pier Luigi Bianchi-Cagliesi) e la sua capacità di rapportarsi con ciascuno nel modo più adatto furono fattori decisivi. Ricordo quando un paio di giorni dopo mi citofonò per consegnarmi il sacco a pelo nuovo… di cui ricordo ancora l’odore!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Devo dire che in quei primi due momenti (riunione e uscita a Filettino) non riesco a vedere nei miei ricordi  nessun altro oltre a Gigi e a Marco. La parola “fondatore” non mi piace, e – scusatemi -diffido un po’ di  chi si autodefinisce tale: penso che alla nascita di un gruppo concorrano più persone, e se anche una sola è quella che ha piantato la bandierina, se il progetto è andato avanti e non è abortito per la strada è merito di tanti altri che hanno pure faticato, hanno saputo interagire con gli altri, non si sono defilati alle prime difficoltà!  Premesso questo, se un fondatore del Roma 5 FSE deve essere individuato non vi è dubbio che sia Pierluigi! &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ora mi fermo qua (se apro i miei archivi che sono ancora nello scaffale del bagno nella casa dei miei sono guai …), mi scuso per chi non ho ancora citato, saluto tutti con affetto e un pizzico di nostalgia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fabio&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Sat, 25 Nov 2006 23:28:28 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Fabio</dc:creator>
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 <title>Note sulla nascita dell&#039;AIEIC (futuro Roma 5 FSE)</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-anno field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix&quot;&gt;&lt;h3 class=&quot;field-label&quot;&gt;Anno: &lt;/h3&gt;&lt;ul class=&quot;links inline&quot;&gt;&lt;li class=&quot;taxonomy-term-reference-0&quot;&gt;&lt;a href=&quot;/anno/1974&quot; typeof=&quot;skos:Concept&quot; property=&quot;rdfs:label skos:prefLabel&quot; datatype=&quot;&quot;&gt;1974&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-gruppo field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix&quot;&gt;&lt;h3 class=&quot;field-label&quot;&gt;Gruppo: &lt;/h3&gt;&lt;ul class=&quot;links inline&quot;&gt;&lt;li class=&quot;taxonomy-term-reference-0&quot;&gt;&lt;a href=&quot;/gruppo/roma-5&quot; typeof=&quot;skos:Concept&quot; property=&quot;rdfs:label skos:prefLabel&quot; datatype=&quot;&quot;&gt;Roma 5&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-branca field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix&quot;&gt;&lt;h3 class=&quot;field-label&quot;&gt;Branca: &lt;/h3&gt;&lt;ul class=&quot;links inline&quot;&gt;&lt;li class=&quot;taxonomy-term-reference-0&quot;&gt;&lt;a href=&quot;/branca/esploratori&quot; typeof=&quot;skos:Concept&quot; property=&quot;rdfs:label skos:prefLabel&quot; datatype=&quot;&quot;&gt;Esploratori&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-tags field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix&quot;&gt;&lt;h3 class=&quot;field-label&quot;&gt;Tags: &lt;/h3&gt;&lt;ul class=&quot;links inline&quot;&gt;&lt;li class=&quot;taxonomy-term-reference-0&quot; rel=&quot;dc:subject&quot;&gt;&lt;a href=&quot;/etichette/aieic&quot; typeof=&quot;skos:Concept&quot; property=&quot;rdfs:label skos:prefLabel&quot; datatype=&quot;&quot;&gt;aieic&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Il testo che segue è copiato alla lettera da un foglio dattiloscritto anonimo da me trovato alcuni anni fa nella sede Scout del Riparto Lince, Roma 5 FSE.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;p&gt; Si tratta di un breve riassunto della nascita dell&#039;associazione, già descritta negli articoli di Andrea e Attilio, che poi si trasformerà nel Roma 5 FSE. - Marco F.&lt;/p&gt;
&lt;pre&gt;
------

6 ottobre 1974: Pier Luigi Bianchi Cagliesi fonda un Riparto di Scouts indipendente.
13 ottobre 1974: Si istituiscono le prime Pattuglie: Delfini Panda Cormorani
18 ottobre 1974: Il Riparto ha un nome: Associazione Indipendente Esploratori Italiani
20 ottobre 1974: Facciamo la prima uscita di Riparto; località: la pineta di Ostia

Le uscite sono numerose, ma d&#039;altronde dobbiamo pur insegnare ai ragazzi come fare nodi, come accendere un fuoco, come fare tante altre cose tutte utili allo Scout. Inoltre dal 10 Novembre 1974 cominciamo a pulire la Pineta Aldobrandini bruciando le immondizie.
Le riunioni di Pattuglia e di Riparto si fanno in casa dei C.P. Andrea e Simone Caneparo, che hanno contribuito alla fondazione del Riparto in quanto tutti gli Esploratori sono stati introdotti da loro due.

15 settembre 1975: Si fa il primo Campo Estivo in località Frascati, Monte Tuscolo. Il campo dura fino al 23 settembre e si è svolto senza inconvenienti gravi, tranne una minaccia di denuncia ai Carabinieri per una catena di un cancello segata (in seguito è stato appurato che era stato uno Scout incosciente).&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Thu, 23 Nov 2006 08:13:42 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Marco</dc:creator>
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 <title>Le Origini del Roma 5.º - Orione</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-anno field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix&quot;&gt;&lt;h3 class=&quot;field-label&quot;&gt;Anno: &lt;/h3&gt;&lt;ul class=&quot;links inline&quot;&gt;&lt;li class=&quot;taxonomy-term-reference-0&quot;&gt;&lt;a href=&quot;/anno/1974&quot; typeof=&quot;skos:Concept&quot; property=&quot;rdfs:label skos:prefLabel&quot; datatype=&quot;&quot;&gt;1974&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-gruppo field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix&quot;&gt;&lt;h3 class=&quot;field-label&quot;&gt;Gruppo: &lt;/h3&gt;&lt;ul class=&quot;links inline&quot;&gt;&lt;li class=&quot;taxonomy-term-reference-0&quot;&gt;&lt;a href=&quot;/gruppo/roma-5&quot; typeof=&quot;skos:Concept&quot; property=&quot;rdfs:label skos:prefLabel&quot; datatype=&quot;&quot;&gt;Roma 5&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-branca field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix&quot;&gt;&lt;h3 class=&quot;field-label&quot;&gt;Branca: &lt;/h3&gt;&lt;ul class=&quot;links inline&quot;&gt;&lt;li class=&quot;taxonomy-term-reference-0&quot;&gt;&lt;a href=&quot;/branca/esploratori&quot; typeof=&quot;skos:Concept&quot; property=&quot;rdfs:label skos:prefLabel&quot; datatype=&quot;&quot;&gt;Esploratori&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-tags field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix&quot;&gt;&lt;h3 class=&quot;field-label&quot;&gt;Tags: &lt;/h3&gt;&lt;ul class=&quot;links inline&quot;&gt;&lt;li class=&quot;taxonomy-term-reference-0&quot; rel=&quot;dc:subject&quot;&gt;&lt;a href=&quot;/etichette/aieic&quot; typeof=&quot;skos:Concept&quot; property=&quot;rdfs:label skos:prefLabel&quot; datatype=&quot;&quot;&gt;aieic&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Ho fondato il Roma 5 con mio fratello Simone e Pier Luigi Bianchi-Cagliesi, un carissimo amico nostro che è più grande di me 5 anni. Pier Luigi era il &amp;quot;maggiorenne&amp;quot; del gruppetto e così poteva assumere le responsabilità legali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io ero stato nell&amp;#039; Ostia 1.º da ottobre 1969 ad agosto 1974: lupetto prima (a Regina Pacis nel Branco Liane) ed esploratore poi (squadriglia Leoni) nella Stella Maris (attuale S. Nicola di Bari) col Riparto Stella Polare. Non so per quale motivo il gruppo si spostò da Regina Pacis a Stella Maris, ma oggi deduco che ciò sia avvenuto per cause &amp;quot;politiche&amp;quot;, probabilmente la nuova definizione dei confini delle parrocchie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il motivo della nostra dissociazione dall&amp;#039; AGESCI è un po&amp;#039; quello della maggior parte dei reparti FSE: L&amp;#039; ASCI e l&amp;#039; AGI si erano fuse ed avevano adottato un nuovo metodo educativo con cui non eravamo daccordo. Per di più, non avevamo molta fiducia che le squadriglie miste avrebbero dato buoni frutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pier Luigi era uno scout &amp;quot;veterano&amp;quot; di Roma che nel 1974 traslocò a Ostia. Quando visitò il Riparto dell&amp;#039; Ostia 1º per decidere se sarebbe entrato o no, notò che nella runione di riparto alcuni capi si manifestavano politicamente. Espose a me e a mio fratello le sue preoccupazioni e ci propose di lasciare l&amp;#039; Ostia 1.º e di fondare un nuovo reparto indipendente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Simone ed io accettammo la sfida e cominciammo col trascinare un gruppetto di compagni di scuola e di amici; ricordo nomi come Sante Clementi, Nicola Bellomo, Giancarlo Perugini, Riccardo Pellegrini. Creammo tre pattuglie (non potevamo chiamarle squadriglie come l&amp;#039; AGESCI!!!): Delfini (la mia); Giaguari, (Simone); Aquile (Giancarlo Perugini); Cormorani (?) Seguendo il programma di diversi manuali scout e con l&amp;#039; indispensabile aiuto del Canzoniere, nelle lunghe riunioni di alta squadriglia (tenute a casa mia - o di qualcun altro a turno quando mia madre stava male) abbiamo formato quella che poi è diventata l&amp;#039; alta squadriglia. All&amp;#039; inizio ci chiamavamo A.I.E.I. (&amp;quot;Associazione Italiana Esploratori Indipendenti&amp;quot;), poi abbiamo aggiunto la C. di &amp;quot;Cattolici&amp;quot; alla fine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nostro era il &amp;quot;Reparto Esploratori Roma 1º &amp;quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primo campeggio estivo fu a Villa Aldobrandini, a Frascati, nel 1975. In seguito ad un malinteso e ad un incidente, Sante Clementi ed un suo cugino più grande, che si era offerto per dare una mano a Pier Luigi, ci lasciarono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto questo accadde fra il 1974 ed il 1975. Nel 1975 parlammo con un sacerdote della Regina Pacis, lo spagnolo Don Angel Mozo, che ebbe pietà di mia madre e garantí per noi presso il parroco di allora. Ci misero a disposizione prima una saletta, poi quella che diversi anni prima era stata la Tana dei Lupetti del Branco Liane dell&amp;#039; Ostia 1º ASCI. Sto parlando ovviamente del locale che ha la porta di legno dipinta di blu e l&amp;#039; emblema FSE (in rilievo, se non ricordo male).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Finalmente con sede fissa nella Regina Pacis, per intercessione di Don Angel abbiamo cominciato a ricevere alcuni studenti della scuola dei Pallottini. Ho la memoria un po&amp;#039; offuscata dal tempo, ma se non sbaglio Giuseppe Masucci, Massimo Salaparuta, Tiziano Di Giacomo, Enzo Forte, Lucio Muzzarelli, Attilio Barsotti, Claudio Rossi, i frateli D&amp;#039;Antonio (Fabrizio e Flavio, se ricordo bene), Renato Ori ed altri hanno fatto le medie in quella scuola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 1976 il gruppo cresceva a vista d&amp;#039; occhio e noi, per mettere &amp;quot;a loro agio&amp;quot; i nostri ospiti Pallottini, abbiamo scelto di ufficializzare le nostre attività aderendo alla FSE. Nacque così il nostro Roma 5.º&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fra le figure più notabili di questa adesione (oltre a noi fondatori, ovviamente, se non altro perché avevamo già fatto il grosso del lavoro di formazione), fu la famiglia Lodone: il senese Colonnello AM Leo Lodone fu il nostro primo Capo Gruppo. Era una persona rispettabile e conferì autorità al Gruppo. La moglie (Paola, se non sbaglio) fu a Capo delle Guide. I figli Luigi e la sorella (non ne ricordo il nome) hanno fatto con noi il percorso da scout a rover e da guida a scolta, rispettivamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altri Scout di rilievo dell&amp;#039; epoca furono Luigi ed Alessandra Grassi il cui papà, insegnante di educazione fisica e praticante di volo a vela, ebbe l&amp;#039; ardimento e la pazienza di istruirci su cose importanti come geografia, orientamento notturno, meteorologia, eccetera.&lt;br /&gt;
Con loro ricordo anche Marco Noto (si è poi sposato con Alessandra), uno spigliato spilungone dai capelli rossi che emanava lo spirito di BP come pochi. E Luigi Lattanzi, e Fabio Converio, e Vittorio Proietti, e Massimo Papagnetti, e molti di cui ricordo la faccia ma non il nome.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;É così, sui due piedi di nomi non ne ricordo altri. Probabilmente stimolando un po&amp;#039; di più i miei neuroni finiró per ricordare quasi tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Resta spiegare il perché del colore del fazzolettone: blu col bordo bianco.&lt;br /&gt;
Devi sapere che c&amp;#039; è un mio amico portoghese, scout anche lui, col quale avevo scambiato il mio fazzolettone dell&amp;#039; Ostia 1º. Rimasi così col suo fazzolettone, che era verde col bordo bianco. Non so se li avete ancora, i vecchi fazzolettoni scambiati con scout di altri gruppi. Questo era un fazzolettone degli esploratori portoghesi. Qui in Portogallo (e già, perché sono in Portogallo da poco più di 20 anni, ormai) i fazzolettoni sono tutti uguali: i lupetti lo hanno giallo, gli esploratori verde; i pionieri blu ed i rover rosso. Tutti col bordo bianco. I Capi lo hanno verde e noi scout adulti della Fraternidade Nuno Álvares lo abbiamo marrone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quell&amp;#039;anno Simone era stato in vacanza negli USA ed aveva portato dall&amp;#039; America un bellissimo fazzolettone blu col bordo bianco. Ricordo che era un fazzolettone stampato con l&amp;#039; emblema dei BSA sull&amp;#039;angolo.&lt;br /&gt;
Nei primi mesi ognuno usava il fazzolettone che gli piaceva di più, ma agli inizi del 1975 Pier Luigi, Simone ed io ci riunimmo per decidere quale sarebbe stato il colore del nostro fazzolettone.&lt;br /&gt;
Quello verde col bordo bianco non ci piacque molto, così decidemmo di approfittare i colori di quello americano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordo che i primi fazzolettoni li fece fare Sante Clementi da una signora che cuciva per la Guardia di Finanza (Caserma Italia di Ostia, dove lavorava il papà di Santino).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando entrammo nella FSE il colore del fazzolettone rimase lo stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non so se la storia che ricordate è diversa, ma questi sono i fatti che ricordo io, che il Roma 5 l&amp;#039; ho fondato. Può darsi che alcuni particolari siano offuscati dal tempo, ma se qualcuno che li ricorda meglio volesse contribuire a renderli più vivi, si faccia avanti perché è più che benvenuto!!!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andrea, Capo Squadriglia Delfini 1974-1977&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;COMMENTO DI: Marina on 28 November, 2006 - 14:28.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Buona Strada a tutti, leggendo i Vostri articoli mi sono resa conto veramente di quanta fatica ed impegno avete messe per fondare e far crescere il nostro Gruppo.&lt;br /&gt;
Per noi la strada è stata molto semplice, io ad esempio sono entrata nel 1987 nel cerchio e tutt’ora sono un RS in servizio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordo ancora quando mia madre mi disse che voleva segnarmi in un gruppo scout dove andava la figlia di una sua amica, io non volevo assolutamente anzi con il mio caratteraccio non facevo altro che piangere e dire che non volevo andare a giocare con quelli che a 30 anni portavano ancora i calzoncini corti ….. la storia si commenta da se Valentina . (la figlia dell’amica di mia mamma) il 2° anno di riparto ha lasciato il gruppo io ancora oggi sono lì per …”donare qualcosa a qualcuno ogni giorno”.&lt;br /&gt;
Vivere l’esperienza scout mi ha aiutato a crescere con dei valori e dei principi, nel gruppo ho trovato le mie più care amicizie, ho trovato l’amore (ben 10 anni di fidanzamento), ho trovato delle persone che mi hanno fermata quando sbagliavo e che mi incoraggiavano quando ero demoralizzata. Proprio l’esempio di questi capi mi hanno dato il coraggio di diventare una capo unità.&lt;br /&gt;
Ora è giunto il momento di dire GRAZIE a quelle persone che hanno dato la possibilità a me a moltissime altre di poter vivere questa &amp;quot;bella avventura&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Fraternamente&lt;br /&gt;
Marina B.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;COMMENTO DA: luigil 11 August, 2010 - 04:42.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;mi ricordo ancora come se fosse ieri&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;quando passavo sul marciapiede e guardando all&amp;#039;interno del campetto vi ho scorto ,gli scout fse, scout che non hanno abbandonato il metodo del nostro fondatore BP.&lt;br /&gt;
Ricordo che sono entrato e mi avete accolto con entusiasmo, mi sono sentito come in una grande famiglia.&lt;br /&gt;
ricordo ancora i grandi giochi ; le riunioni con Lodone un po a casa sua e un po in reparto per preparare i giochi della domenica successiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi e rimasta impressa una sera in particolare alla fine della riunione ..............di clan che come sempre ci siamo riuniti intorno all&amp;#039;altare come faceva Gesù e ricordo ancora che uno di noi a turno doveva leggere il vangelo..........ummmmmmmm, quella sera tocò a me, alle prime leggevo bene poi mi sono bloccato dicendo &amp;quot; ma che sto leggendo &amp;quot; , ve lo ricordate ?&lt;br /&gt;
buona caccia&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Thu, 16 Nov 2006 08:01:03 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Andrea Caneparo</dc:creator>
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 <title>Le Origini del Roma 5.º - Orione</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-anno field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix&quot;&gt;&lt;h3 class=&quot;field-label&quot;&gt;Anno: &lt;/h3&gt;&lt;ul class=&quot;links inline&quot;&gt;&lt;li class=&quot;taxonomy-term-reference-0&quot;&gt;&lt;a href=&quot;/anno/1974&quot; typeof=&quot;skos:Concept&quot; property=&quot;rdfs:label skos:prefLabel&quot; datatype=&quot;&quot;&gt;1974&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-gruppo field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix&quot;&gt;&lt;h3 class=&quot;field-label&quot;&gt;Gruppo: &lt;/h3&gt;&lt;ul class=&quot;links inline&quot;&gt;&lt;li class=&quot;taxonomy-term-reference-0&quot;&gt;&lt;a href=&quot;/gruppo/roma-5&quot; typeof=&quot;skos:Concept&quot; property=&quot;rdfs:label skos:prefLabel&quot; datatype=&quot;&quot;&gt;Roma 5&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-branca field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix&quot;&gt;&lt;h3 class=&quot;field-label&quot;&gt;Branca: &lt;/h3&gt;&lt;ul class=&quot;links inline&quot;&gt;&lt;li class=&quot;taxonomy-term-reference-0&quot;&gt;&lt;a href=&quot;/branca/esploratori&quot; typeof=&quot;skos:Concept&quot; property=&quot;rdfs:label skos:prefLabel&quot; datatype=&quot;&quot;&gt;Esploratori&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-tags field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix&quot;&gt;&lt;h3 class=&quot;field-label&quot;&gt;Tags: &lt;/h3&gt;&lt;ul class=&quot;links inline&quot;&gt;&lt;li class=&quot;taxonomy-term-reference-0&quot; rel=&quot;dc:subject&quot;&gt;&lt;a href=&quot;/etichette/aieic&quot; typeof=&quot;skos:Concept&quot; property=&quot;rdfs:label skos:prefLabel&quot; datatype=&quot;&quot;&gt;aieic&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Ho fondato il Roma 5 con mio fratello Simone e Pier Luigi Bianchi-Cagliesi, un carissimo amico nostro che è più grande di me 5 anni. Pier Luigi era il &amp;quot;maggiorenne&amp;quot; del gruppetto e così poteva assumere le responsabilità legali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io ero stato  nell&amp;#039; Ostia 1.º da ottobre 1969 ad agosto 1974: lupetto prima (a Regina Pacis nel Branco Liane) ed esploratore poi (squadriglia Leoni) nella Stella Maris (attuale S. Nicola di Bari) col Riparto Stella Polare. Non so per quale motivo il gruppo si spostò da Regina Pacis a Stella Maris, ma oggi deduco che ciò sia avvenuto per cause &amp;quot;politiche&amp;quot;, probabilmente la nuova definizione dei confini delle parrocchie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il motivo della nostra dissociazione dall&amp;#039; AGESCI è un po&amp;#039; quello della maggior parte dei reparti FSE: L&amp;#039; ASCI e l&amp;#039; AGI si erano fuse ed avevano adottato un nuovo metodo educativo con cui non eravamo daccordo. Per di più, non avevamo molta fiducia che le squadriglie miste avrebbero dato buoni frutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pier Luigi era uno scout &amp;quot;veterano&amp;quot; di Roma che nel 1974 traslocò a Ostia. Quando visitò il Riparto dell&amp;#039; Ostia 1º per decidere se sarebbe entrato o no, notò che nella runione di riparto alcuni capi si manifestavano politicamente. Espose a me e a mio fratello le sue preoccupazioni e ci propose di lasciare l&amp;#039; Ostia 1.º e di fondare un nuovo reparto indipendente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Simone ed io accettammo la sfida e cominciammo col trascinare un gruppetto di compagni di scuola e di amici; ricordo nomi come Sante Clementi, Nicola Bellomo, Giancarlo Perugini, Riccardo Pellegrini. Creammo tre pattuglie (non potevamo chiamarle squadriglie come l&amp;#039; AGESCI!!!): Delfini (la mia); Giaguari, (Simone); Aquile (Giancarlo Perugini); Cormorani (?) Seguendo il programma di diversi manuali scout e con l&amp;#039; indispensabile aiuto del Canzoniere, nelle lunghe riunioni di alta squadriglia (tenute a casa mia - o di qualcun altro a turno quando mia madre stava male) abbiamo formato quella che poi è diventata l&amp;#039; alta squadriglia. All&amp;#039; inizio ci chiamavamo A.I.E.I. (&amp;quot;Associazione Italiana Esploratori Indipendenti&amp;quot;), poi abbiamo aggiunto la C. di &amp;quot;Cattolici&amp;quot; alla fine.&lt;br /&gt;
Il nostro era il &amp;quot;Reparto Esploratori Roma 1º &amp;quot;.&lt;br /&gt;
Il primo campeggio estivo fu a Villa Aldobrandini, a Frascati, nel 1975. In seguito ad un malinteso e ad un incidente, Sante Clementi ed un suo cugino più grande, che si era offerto per dare una mano a Pier Luigi, ci lasciarono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto questo accadde fra il 1974 ed il 1975. Nel 1975 parlammo con un sacerdote della Regina Pacis, lo spagnolo Don Angel Mozo, che ebbe pietà di mia madre e garantí per noi presso il parroco di allora. Ci misero a disposizione prima una saletta, poi quella che diversi anni prima era stata la Tana dei Lupetti del Branco Liane dell&amp;#039; Ostia 1º ASCI. Sto parlando ovviamente del locale che ha la porta di legno dipinta di blu e l&amp;#039; emblema FSE (in rilievo, se non ricordo male).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Finalmente con sede fissa nella Regina Pacis, per intercessione di Don Angel abbiamo cominciato a ricevere alcuni studenti della scuola dei Pallottini. Ho la memoria un po&amp;#039; offuscata dal tempo, ma se non sbaglio Giuseppe Masucci, Massimo Salaparuta, Tiziano Di Giacomo, Enzo Forte, Lucio Muzzarelli, Attilio Barsotti, Claudio Rossi, i frateli D&amp;#039;Antonio (Fabrizio e Flavio, se ricordo bene), Renato Ori ed altri hanno fatto le medie in quella scuola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 1976 il gruppo cresceva a vista d&amp;#039; occhio e noi, per mettere &amp;quot;a loro agio&amp;quot; i nostri ospiti Pallottini, abbiamo scelto di ufficializzare le nostre attività aderendo alla FSE. Nacque così il nostro Roma 5.º&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fra le figure più notabili di questa adesione (oltre a noi fondatori, ovviamente, se non altro perché avevamo già fatto il grosso del lavoro di formazione), fu la famiglia Lodone: il senese Colonnello AM Leo Lodone fu il nostro primo Capo Gruppo. Era una persona rispettabile e conferì autorità al Gruppo. La moglie (Paola, se non sbaglio) fu a Capo delle Guide. I figli Luigi e la sorella (non ne ricordo il nome) hanno fatto con noi il percorso da scout a rover e da guida a scolta, rispettivamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altri Scout di rilievo dell&amp;#039; epoca furono Luigi ed Alessandra Grassi il cui papà, insegnante di educazione fisica e praticante di volo a vela, ebbe l&amp;#039; ardimento e la pazienza di istruirci su cose importanti come geografia, orientamento notturno, meteorologia, eccetera.&lt;br /&gt;
Con loro ricordo anche Marco Noto (si è poi sposato con Alessandra), uno spigliato spilungone dai capelli rossi che emanava lo spirito di BP come pochi. E Luigi Lattanzi, e Fabio Converio, e Vittorio Proietti, e Massimo Papagnetti, e molti di cui ricordo la faccia ma non il nome.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;É così, sui due piedi di nomi non ne ricordo altri. Probabilmente stimolando un po&amp;#039; di più i miei neuroni finiró per ricordare quasi tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Resta spiegare il perché del colore del fazzolettone: blu col bordo bianco.&lt;br /&gt;
Devi sapere che c&amp;#039; è un mio amico portoghese, scout anche lui, col quale avevo scambiato il mio fazzolettone dell&amp;#039; Ostia 1º. Rimasi così col suo fazzolettone, che era verde col bordo bianco. Non so se li avete ancora, i vecchi fazzolettoni scambiati con scout di altri gruppi. Questo era un fazzolettone degli esploratori portoghesi. Qui in Portogallo (e già, perché sono in Portogallo da poco più di 20 anni, ormai) i fazzolettoni sono tutti uguali: i lupetti lo hanno giallo, gli esploratori verde; i pionieri blu ed i rover rosso. Tutti col bordo bianco. I Capi lo hanno verde e noi scout adulti della Fraternidade Nuno Álvares lo abbiamo marrone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quell&amp;#039;anno Simone era stato in vacanza negli USA ed aveva portato dall&amp;#039; America un bellissimo fazzolettone blu col bordo bianco. Ricordo che era un fazzolettone stampato con l&amp;#039; emblema dei BSA sull&amp;#039;angolo.&lt;br /&gt;
Nei primi mesi ognuno usava il fazzolettone che gli piaceva di più, ma agli inizi del 1975 Pier Luigi, Simone ed io ci riunimmo per decidere quale sarebbe stato il colore del nostro fazzolettone.&lt;br /&gt;
Quello verde col bordo bianco non ci piacque molto, così decidemmo di approfittare i colori di quello americano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordo che i primi fazzolettoni li fece fare Sante Clementi da una signora che cuciva per la Guardia di Finanza (Caserma Italia di Ostia, dove lavorava il papà di Santino).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando entrammo nella FSE il colore del fazzolettone rimase lo stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non so se la storia che ricordate è diversa, ma questi sono i fatti che ricordo io, che il Roma 5 l&amp;#039; ho fondato. Può darsi che alcuni particolari siano offuscati dal tempo, ma se qualcuno che li ricorda meglio volesse contribuire a renderli più vivi, si faccia avanti perché è più che benvenuto!!!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andrea, Capo Squadriglia Delfini 1974-1977&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Thu, 16 Nov 2006 05:08:54 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Andrea Caneparo</dc:creator>
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