"scoutismo a Vicenza dall'ASCI alla FSE di oggi", voce di chi ha costituito il VI1, VI2 e VI3
Il VI 3° viene autorizzato a funzionare il 14 febbraio del 2004, a pochi mesi (settembre 2003) dall’apertura del Riparto Esploratori (titolato a Luigi Amedeo di Savoia-Aosta Duca degli Abruzzi, il più grande esploratore italiano dei tempi moderni). Già da alcuni anni operava a Maddalene un Branco (Fiore Rosso) censito nell’ambito del Gruppo VI 2° “S.Agostino”; che così permetteva lo sviluppo dello Scoutismo in Vicenza, roccaforte Agesci (3 Zone in provincia per un 4000-5000 soci dichiarati).
Questo spiega il perché del fazzolettone di gruppo azzurro incrociato di giallo; se l’azzurro fu scelto come colore base, il giallo ricorda la base del fazzolettone del VI 2° appunto gialla, dal quale il VI 3° prese sostegno e vita.
Allora, comunque il sostegno reciproco dei gruppi vicentini era operante e fruttuoso: il Capo Riparto del VI 3° era nello stesso tempo (lo fu per altri 3 anni) anche Capo Riparto nel VI 1° “San Giorgio”. Nel Riparto di quel Gruppo si formarono i primi 4 esploratori tutti ex lupetti del Branco “Fiore Rosso”, prima di formare con altri 4 ex lupetti e 2 nuove acquisizioni il Riparto “Duca degli Abruzzi”.
L'antefatto: CNGEI, ASCI e AGESCI nel Vicentino
Brevemente accennerò alla storia dello Scoutismo vicentino di cui il VI 1° è stato fattore trainante.
Se il CNGEI opera a Vicenza già nell’agosto 1915, per il VI 1° ASCI occorre attendere il primo dopoguerra: la data 23/03/1923, parrocchia di San Felice, qui nasce il Riparto “San Floriano” promosso dal cappellano Don Ferruccio Dal Cortivo, pochi mesi prima a Breganze ed a Marostica erano sorte le prime realtà ASCI e pochi mesi dopo a Vicenza nasceva un altro Riparto ASCI questo dedicato a San Giorgio. Caratteristica dei Riparti ASCI l’essere intitolati ad un Santo ed avere il verde come colore base. Pertanto il VI 1° aveva il fazzolettone verde bordato di bianco, altri Riparti avevano il bordo di diverso colore: rosso, marrone…
Commissario di Vicenza in quegli anni (fino alla legge Balilla del ’27) che soppresse le associazioni scout il giornalista dr Vincenzo Porta. Poi, con la circolare ASCI nazionale del 22/04/1928 in obbedienza alla legge succitata, l’ASCI si scioglie anche a Vicenza.
Nonostante i pochi anni di vita, la rinascita nel secondo dopoguerra fu travolgente per l’ASCI ed in particolare per il VI 1°. In pochissimi mesi dalla liberazione a dicembre del 1945 si contano ben 51 Riparti Esploratori in tutta la provincia, solo a Vicenza operano dieci Riparti nell’ambito del 1° Gruppo (attenzione alla terminologia il Gruppo di allora corrisponde ad un commissariato, nel Riparto è presente una pattuglia di Pionieri (il Roverismo è ancora solo abbozzato), e spesso nei verbali di quegli anni (possiedo i documenti autentici del VI 1°) sono menzionati lupi e lupetti nell’ambito del Riparto! Del resto ci aspetteremmo di vedere menzionati le figure del Capo Riparto e di Aiuti, compare invece solo l’Assistente e “Direttore”, “Istruttore” e “Aiuto Istruttore”! Curioso la pattuglia dei pionieri ha come totem un gatto.
La crisi dello Scoutismo ASCI si rivelò agli inizi degli anni ’50 e colpì anche il VI 1° decimandolo, la ripresa ci fu grazie al “gruppo forte”: un gruppo decentrato in tutte le parrocchie di un settore della città e fuori, con realtà diverse per consistenza ed un’unica direzione. Così in quegli anni il VI 1° si sviluppa in nove parrocchie coprendo tutta la zona sud da est ad ovest anche fuori città( da Olmi di Creazzo alla Riviera Berica). Altro cambiamento il fazzolettone del gruppo rimane verde ma incrociato di bianco non più bordato. Ecco che nel 1956 nella zona di Gogna (non ancora parrocchia, lo diventerà nel 1963) si forma, accanto allla chiesa altomedievale di S.Giorgio, la libera sq Linci (per iniziativa dell’allora cappellano Don Soardi) , da cui scaturirà un altro glorioso Riparto del VI 1°.
Nel 1963 la realtà di S.Giorgio in Gogna è tale che assieme ad altro Riparto ed al Riparto Nautico tutti e due nella vicina zona “ferrovieri” darà vita al Gruppo Vicenza 2° che si distinguerà per l’aver tolto la fettuccia bianca dal fazzolettone risultando quindi essere interamente verde.
L’ASCI entra in crisi con la fine degli anni sessanta e la sua agonia si protrae fino alla sua eliminazione con la nascita dell’Agesci.. Il vecchio VI 1° è da molti anni ormai nella sola parrocchia del “mercato nuovo”, il VI 2° ora Agesci non esce dalla sua crisi e muore a S.Giorgio nel 1978, continuando in qualche modo nella parrocchia di S.Antonio “ai ferrovieri” prima di divenire 26 associandosi all’ex VI 6° “S.Lazzaro,
Arriva l'FSE
Nell’ottobre 1982 si ha un risveglio e nasce un Riparto Esploratori su due SSqq. Falchi ed Aquile (SSqq. già presenti a S.Giorgio) è l’inizio degli Scout d’Europa nel vicentino. Si sceglie di indossare il fazzolettone delle origini (quello verde bordato di bianco), è un richiamo alla propria storia, ad un vissuto su cui ci si vuol riconoscere. Le reazioni sono sproporzionate: intervento del Vescovo di allora per chiudere subito tutto, spinto da sollecitazione di un importante cardinale (Baggio zio di Giovannella Capo Agesci), assistenti Agesci che non esitano ad andare per le famiglie perché ritirino i figli, gli insulti gratuiti, le sassate, tirate contro gli esploratori in attività da parte di loro coetanei “fratelli” di altra associazione!
Il gruppo VI 1° nato per iniziativa individuale riesce a progredire, un anno nasce una terza Sq. Esploratori (Lupi), e nel 1985 rinasce il mitico Clan del VI 1° ASCI “Gati neri” con il suo caratteristico foulard interamente giallo con un gatto nero che soffia a bocca aperta, rossa. Il gatto non è più di stoffa cucito sul fazzolettone ma è disegnato con colori indelebili, è il progresso, non sono più gli anni cinquanta del resto!
Nello stesso anno nasce il Fuoco “Edelweiss”, entusiasmo e voglia di fare ci caratterizzano.
Se penso all’oggi, mi chiedo, con l’aria che tira, coi discorsi che circolano, con la prevenzione che avverto, se sarebbe ancora possibile un tale miracolo... Siamo cambiati noi come associazione?!?!
L’86 vede la nascita del Branco “Seeonee” e del Riparto Guide “Atlantide”; i Capi li stiamo formando noi, o, (vedi Branco) sono un dono della Provvidenza: Capi/Capo che per lavoro si fermano a Vicenza un anno, e danno la spinta giusta per partire.
Ultimo nato nel 1987 il Cerchio “Acquamarina”; il gruppo è completato, opera su una parrocchia di circa duemila anime. Rimarrà sempre piccolino (70- 90 soci) riesce a servire in maniera soddisfacente la domanda di uno Scoutismo diverso da quello proposto da Agesci e CNGEI, le associazioni ben presenti nel territorio.
Con il decennale della ricostruzione del gruppo a S.Giorgio è grande la soddisfazione di avere in consegna i vecchi documenti storici del Vicenza 1° ASCI: è Chiodi il vecchio Capo Gruppo di prima della fusione che passa le consegne a quelli che considera i suoi eredi ideali.
Occorre ampliare questa piccola, numericamente insignificante presenza scout e col decennale c’è la nascita del VI 2° S.Agostino.
Non vi è mai stata alcuna forma di scoutismo in quella parrocchia, suddivisa tra Vicenza, Altavilla V.na ed Arcugnano. E’ parrocchia perché c’è una badia altomedievale, come S.Giorgio, una “chiesa da matrimoni” ; sta sorgendo in comune di Arcugnano una zona residenziale, sarà un dormitorio per chi lavora nei paraggi, come interagire con tutti questi nuovi arrivati? Il gruppo scout farà la sua parte e sarà una parte di tutto rilievo.
Si riesce a battere la “concorrenza”dell’Agesci perché l’Abate di allora le cose le vuole fatte per benino. Nel febbraio’93 si parte con tutte e sei le unità del Metodo! I Capi sono quasi tutti di provenienza dal VI 1° ed ecco allora che sul giallo con un bordo rosso si sovrappongono i colori del VI 1° l’altro bordo sarà verde ed il bianco a tagliare il fazzolettone, che richiamerà sulla schiena il tricolore, in anni di secessione annunciata è un messaggio chiaro e forte: amore alla nostra Patria: l’Italia, non c’è padania che tenga!
Gli anni novanta vedono una presenza modesta eppure vitale complessivamente i due gruppi sommano un intorno tra i 150 – 180 soci , possibile perché lo Scoutismo viene vissuto nel proprio humus e c’è tanta disponibilità al sostegno reciproco.
Poi, ecco l’affare “Ragazzi di Mafeking” un foglio di collegamento tra Capi accusato di voler produrre una associazione nell’associazione. Per gli estensori e per coloro che lo ricevono è uno scambio fraterno e sincero di opinioni ed il richiamo ad un maggior stile anche formale: linguaggio, atteggiamenti, uniforme, zazzere che sfiorano le anche, orecchini maschili di tutte le dimensioni… Si può essere d’accordo in tutto, solo in parte, dissentire del tutto, ci mancherebbe, ma che fondamento ha tacciare simili Capi con tali preoccupazioni di essere pericolosi sovversivi, reazionari senz’altro etc… Per togliere ogni dubbio e dimostrare la propria buona fede il foglio si fermerà al n° 1! Bastò?!?!
Certo il 1998 ha visto il tanto agognato riconoscimento dell’associazione da parte della CEI e non potevamo certo apparire come dei pericolosi reazionari. Ma, chi lo era?!?!
Ritorno al tema; nel settembre 2003 inizia ad operare il Riparto Esploratori a Maddalene creando tradizioni del tutto originali e mantenendo le gloriose tradizioni del Riparto del VI 1°.
Anche questa nuova realtà opera in una parrocchia piccola (poco più di 2200 anime) all’estremo nord-ovest di Vicenza, e non ha mai conosciuto prima alcuna presenza scout. Tutto procede con pazienza e fattiva cooperazione tra i gruppi.
La svolta avviene nel 2007 in piena celebrazione del Centenario dello Scoutismo. Non mi soffermo ed evito volutamente di fare nomi e dettagliare situazioni che ben si conoscono appartenendo alla cronaca dei nostri giorni; inutile versare altro sale su ferite che sanguinano ancora!
Nella primavera-estate 2007 avviene la grossa frattura tra chi vuole fondere i due gruppi riconosciuti: VI 1° e VI 2° e chi vi si oppone.
Vinse la prima posizione e questo determina con il 2008 la nascita in un nuovo gruppo il VI 12 e la soppressione dei due gruppi esistenti. Coloro Capo/Capi e ragazzi/e che non se ne sono riconosciuti vuoi per la filosofia alla base della scelta, vuoi per le modalità, hanno chiesto ed hanno ottenuto accoglienza nel VI 3° che così nello stesso 2008 si presentava completo di tutte e sei le unità del Metodo, nascendo dapprima il Fuoco “Nostra Signora del Cammino”, il Riparto Guide Altair (proveniente quasi interamente dal disciolto VI 2°), il Clan “Monfalconi”, il Cerchio “Rosa dei Venti”. Qui mi fermo perché dovrei cambiare forma verbale: il futuro. Già il futuro quale sarà il futuro di questo piccolo gruppo (82 censiti), dipende credo dal futuro della nostra amata associazione, saprà essere fedele a sé stessa, mantenendo le motivazioni che l’hanno vista nascere e faticosamente affermarsi, o inaridendosi tenterà la falsa strada dell’”attualizzarsi”? Io per parte mia, cercherò di fare la mia parte!
