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Ancora sull'AIEIC

Dal giornalino della classe IV A della Scuola Elementare "Maria S.S. Presentata al Tempio, 11 maggio 1975 - Festa della Mamma, pag. 7:

Stefano invita tutti i suoi compagni all'A.I.E.I.

Un mio amico, Gigi Bianchi, ha fondato un reparto di scout.
Si chiama A.I.E.I. e cioe' Associazione Indipendente Esploratori Italiani.
Il nostro compito principale e' di educare i ragazzi, di farli divertire e di farli diventare esperti esploratori.
L'ho riferito in classe, tirando bigliettini a tutti per invitarli a partecipare.
Prima di entrare a far parte di questa asscazione, bisogna fare una promessa:
"CON L'AIUTO DI DIO, PROMETTO SUL MIO ONORE DI FARE DEL MIO MEGLIO PER COMPIERE IL MIO DOVERE VERSO DIO E VERSO LA PATRIA E DI AIUTARE GLI ALTRI IN OGNI CIRCOSTANZA E DI OSSERVARE LA LEGGE DEGLI ESPLORATORI".
La prima gita e'stata in pineta. Abbiamo esplorato le mura romane osservando affreschi e mosaici.

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Mi ricordo di essere stato lupetto all'allora Stella Maris (ora Nicola di Bari) e che da quel gruppo me ne andai via coi miei fratelli Andrea e Simone per crearne uno del tutto nuovo con il nostro amico Gigi. E adesso, trascrivendo quello che scrissi nel 75, mi viene da pensare a come lo consideravo: un amico. Lui che era almeno 10 anni piu' grande di me e che per me era "adulto" e in lui riponevo tutta la mia fiducia, eppure per me non era solo un "capo": era prima di tutto un amico.

Nel 1974 avevo 8 anni: eta' da lupetto ma per ovvi motivi ero gia' esploratore e potete capire come ne fossi orgoglioso.
Anche io, come i miei fratelli mi diedi da fare per reclutare altri scout, ma solo uno tra i miei compagni di classe riuscii a far partecipare: Alessandro Inzillo.

Ovviamente, vista l'eta', ho dei ricordi molto vaghi di quel periodo, ma come mi ha fatto piacere leggere quelli di Andrea e di Attilio (e aspetto quelli di tutti gli altri), credo che leggerli sara'un piacere per molti altri:

Mi ricordo le prime uscite in pineta, e l'odore della plastica bruciata, come conferma il documento riportato da Marco.

Mi ricordo il primo campo estivo al Tuscolo, quello in cui Santino se ne ando'. Mi ricordo i canti attorno al fuoco la sera, vino bianco e cioccolata. C'era una canzone che mi metteva una gran tristezza era il "canto dell'addio" e mi domandavo cosa lo cantassimo a fare se non c'era alcun addio in quel momento.

Mi ricordo anche delle riunioni dei "capi" che si tenevano a casa mia, ma alle quali non potevo partecipare.

Mi ricordo l'inaugurazione della sede a Regina Pacis, e il bidone di sangria dal quale attinsi piu' volte, guadagnandomi la prima sbornia della mia vita.

Mi ricordo un'uscita a Mondragone, dove ci fu vietato di dormire all'interno e dovemmo dormire all'addiaccio.

Mi ricordo un ragazzo che mi stava molto simpatico e che non ho visto citato negli interventi precedenti: Mariano (chissa' quale fosse il suo cognome) che sapeva suonare bene il pianoforte e in particolare sapeva suonare la musica dell'intervallo. Era molto vivace e per questo prese diverse punizioni, di sicuro una durante un'uscita a Filettino, sulla neve (forse la prima volta che vidi la neve), nella quale io dovetti cambiare pantaloni (chissa'di chi fosse quel paio extra!) perche' i miei erano completamente bagnati dalla neve. Quella volta Mariano prese una punizione perche' cantava una canzone scout che diceva "Aprite i solchi all'itala bandiera" ma come rivolgendosi alle guide. Be' non la passo' liscia...

Mi ricordo il secondo campo estivo, nel 1976. La pattuglia dei Panda aveva cambiato nome (con mio grandissimo dispiacere) in Giaguari. Mi ricordo vagamente anche di Attilio che era uno dei piu' simpatici, forse solo perche'mi dava retta piu' degli altri. Io ero piccolo, e molto, molto rompiscatole. Tanto da beccarmi in testa un martello lanciato da uno scout esasperato.
E poi mi ricordo di don Angel che ci chiedeva di riflettere sul senso che aveva la nostra vita, ed io che non ne avevo la minima idea pretendevo che me lo dicesse lui, che in fondo era un prete...

E poi mi ricordo che ce ne andammo via a causa di dissidi con quelli che diventarono i nuovi "capi" dell'organizzazione.

E chissa'quante altre cose mi verranno in mente leggendo gli interventi di altri compagni scout dell'AIEIC!

Un grazie a tutti coloro che con i loro interventi accendono qualche nuova lampadina nella mia memoria.